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Israele e Palestina : il conflitto anche nei testi scolastici.
Firenze – “Sui libri scolastici si formano le nuove generazioni e l’incapacità di dialogo tra i due popoli più evoluti del Medio Oriente, palestinesi ed israeliani, nasce proprio da una serie di stereotipi trasmessi anche nei testi scolastici, che spingono a considerare l’altro un elemento di diversità e di conflitto”.
Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, intervenendo in un’affollatissima Sala del Gonfalone di palazzo Panciatichi alla presentazione del libro “La Palestina nei testi scolastici di Israele”.
“Il dialogo è fondamentale e contribuirebbe tantissimo alla pace nel mondo, non solo in quelle terre – ha aggiunto il presidente – L’influenza che gli isrealiani esercitano in punti chiave dell’Occidente, ad esempio gli Stati Uniti, e che i palestinesi esercitano in parti fondamentali del mondo arabo, contribuirebbe in modo determinante allo sviluppo civile”.
Il volume, edito dal gruppo Abele, è il frutto di uno studio della docente universitaria israeliana Nurit Peled-Elhanan, che offre uno spaccato, valido ovunque, del rapporto tra scuola e società, in un’analisi, serrata ed approfondita, dell’approccio alla Palestina nei testi scolastici di Israele. “Nonostante tutte le altre fonti di informazione, i testi scolastici costituiscono potenti mezzi mediante cui lo Stato può configurare le forme di percezione, classificazione, interpretazione e memoria necessarie a determinare identità individuali e nazionali – ha sottolineato la studiosa – Ciò vale in particolar modo per Paesi come Israele, dove storia, memoria, identità personale e nazione sono intimamente legati”. Tra gli intervenuti il professor Giovanni Scotto, docente di Scienze Politiche all’università di Firenze e Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo.
